Sentieri Geologici

  • -VALGADENA: TRA LE PARETI DI DOLOMIA
  • I CASTELLONI DI SAN MARCO: IL CARSISMO E LE SUE FORME
  • VALGODA: ROCCIA CALCAREA E SELCE
  • I LOKE: L’ALABASTRO DELLA BASILICA DI SANT’ANTONIO DA PADOVA
  • LAMBARA E MONTE LISSER: TRA ROSSO AMMONITICO E BIANCONE

 

 

Descrizione:

 

VALGADENA: TRA LE PARETI DI DOLOMIA

 

L’Altopiano poggia su una base di dolomia sopra la quale si trovano i calcari grigi, il rosso ammonitico ricco di fossili, ed il biancone o maiolica, infine è possibile trovare dei depositi di morena, portati dal ghiacciaio che scendeva dalla Valsugana, come nel caso della Piana di Marcesina e Frizzon.

 

Raggiungere la frazione di Stoner, dove è possibile lasciare l’auto. Da qui a piedi scendere in contrada Lessi, dove è già possibile ammirare il famoso Viadotto della Valgadena, tra i più alti d’Europa, che unisce le due imponenti pareti di dolomia dell’omonima valle. Scendere per sentiero CAI 784, con qualche tratto un po’ esposto, fino al fondo della Valgadena dove fino all’alluvione del 1966 correva una vera e propria mulattiera. Risalire l’angusta gola tre le strette pareti di roccia dolomitica, camminando su fondo non sempre agevole, fino ad arrivare  sotto all’altissimo ponte costruito negli anni ’90. Ora salire sulla sinistra per strada sterrata fino a raggiungere contrada Lazzaretti di Foza e per strada provinciale asfaltata, superare il ponte, e dopo aver dato un ultimo sguardo agli strati geologici della dolomitica Valgadena, ritornare a Stoner.

 

I CASTELLONI DI SAN MARCO: IL CARSISMO E LE SUE FORME

 

Il carsismo è un fenomeno che prende il nome dal Carso (Friuli Venezia Giulia) dove è molto diffuso. La roccia calcarea viene sciolta dall’azione chimica delle piogge rese acide dall’anidride carbonica, creando meravigliose forme. Questo fenomeno è ben visibile ai Castelloni di San Marco.

 

In auto raggiungere Marcesina e proseguire seguendo le indicazioni per M.Ortigara prima e Malga Fossetta poi (attenzione tratti di strada sterrata dissestata), fino a raggiungere la malga, con possibilità di parcheggio. Da qui a piedi seguire il sentiero CAI 845 fino a raggiungere l’inizio del Labirinto dei Castelloni. Ora seguendo i numeri dall’uno al quarantotto percorrere questo stupendo gioco della natura tra massi, stretti passaggi e gallerie, osservando le strane forme disegnate dall’acqua. Dalla fine del labirinto scendere sempre per sentiero CAI 845 fino ad incrociare il sentiero di andata e per lo stesso percorso ritornare all’auto.

 

VALGODA: ROCCIA CALCAREA E SELCE

 

La selce è una roccia sedimentaria composta quasi esclusivamente da silicio, formata per accumulo di organismi a guscio o scheletro di silicio. Nella roccia calcarea sul bordo della strada che porta a Valgoda, nei paraggi di questa bella e soleggiata contrada, si vedono affiorare vari noduli di selce, questo succede perché le pietre calcaree sono facilmente intaccabili dagli agenti atmosferici e la loro erosione consente a queste formazioni di silicio (molto più dure delle rocce calcaree) di venire in superficie.

 

Dal centro del paese proseguire per via Valdifabbro e via Coste fino a raggiungere Valdicina. Da qui per strada asfaltata in salita, superate due gallerie con splendida vista sul Canale di Brenta si raggiunge Valgoda. Il rientro avviene o per la stessa via di salita o proseguendo raggiungere località Corlo, Dori, e per strada provinciale nuovamente ad Enego.

 

MONTE SPITZ: L’ALABASTRO DELLA BASILICA DI S. ANTONIO A PADOVA

 

Monte Spitz ebbe fama in passato per la sua cava di alabastro, le cui pietre vennero impiegate nella costruzione della Basilica di S. Antonio di Padova, cava che purtroppo si esaurì ben presto.

 

Raggiunta Stoner e lasciata l’auto, si prosegue a piede verso la Montagnola e il Monte Spitz, raggiunto quest’ultimo per sentiero CAI 785 scendere nel bosco fino al primo Loke, con splendida vista sul sottostante Canale di Brenta. Da qui per sentiero CAI 800 raggiungere il secondo Loke e passando sopra alle strapiombanti pareti della Valgadena (qualche passaggio un po’ esposto) raggiungere contrada Lessi. Proprio qui furono stati fatti dei sondaggi per una cava di oro non andati a buon fine. Ora in salita su strada asfaltata ritornare a Stoner.

 

LAMBARA E MONTE LISSER: TRA ROSSO AMMONITICO E BIANCONE

 

L’Altopiano poggia su una base di dolomia sopra la quale si trovano i calcari grigi, il rosso ammonitico ricco di fossili, ed il biancone o maiolica, infine è possibile trovare dei depositi di morena, portati dal ghiacciaio che scendeva dalla Valsugana, come nel caso della Piana di Marcesina e Frizzon.

 

Raggiunta località Tombal, sulla strada che da Enego porta a Val Maron e Marcesina, e lasciata l’auto, prosegue a piede sulla strada in falsopiano che porta in località Lambara. A bordo strada è facile vedere varie rocce di rosso ammonitico, roccia che prende il nome dal colore rosso che la caratterizza e dalla gran quantità di fossili di ammoniti (molluschi) che contiene. Raggiunta località Lambara si sale verso il forte Lisser e l’omonimo monte, caratterizzato dal biancone (o maiolica), e usato sia per la costruzione del forte che per la costruzione del campanile del Duomo di Enego. Dalla cima la vista spazia su tutto il fronte della Prima Guerra Mondiale, a ovest le Melette, a nord il Portule, Cima Dodici, l’Ortigara e Cima Caldiera, a est Cima Campo e il Forte Leone, e a sud il Monte Grappa. Da qui con sentiero CAI 868 si scende per i prati fino a ritornare in località Tombal.

Con il patrocinio del Comune di Enego

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