Sentieri Preistorici e Archeologici

  • VALGADENA: UN’ANTICA VIA
  • RIPARO DALMèRI, PRIA DELLA MESSA E BUSA DEI BRIGANTI
  • DA FRIZZON ALLA GROTTA DI ERNESTO

 

 

Descrizione:

 

VALGADENA: UN’ANTICA VIA

 

Fino dalla preistoria, la ValGadena era una via di transito dei cacciatori del Paleolitico per recarsi a Marcesina a caccia di prede, lo dimostra il fatto che dai reperti trovati, durante un sondaggio statigrafico preliminare che vi è stato condotto nell’estate del 2005 dal Museo tridentino di Scienze Naturali con dei collaboratori locali, ha permesso di evidenziare un sito pluristratificato di epoca preistorica dentro il Riparo Gadena,  (Grotta dell’Angelo o Covolon).

 

Raggiungere la frazione di Stoner, dove è possibile lasciare l’auto. Da qui a piedi scendere in contrada Lessi, dove è già possibile ammirare il famoso Viadotto della Valgadena, tra i più alti d’Europa, che unisce le due imponenti pareti di dolomia della Valgadena. Scendere per sentiero CAI 784, con qualche tratto un po’ esposto, fino al fondo della Valgadena dove fino all’alluvione del 1966 correva una vera e propria mulattiera. Risalire l’angusta gola tre le strette pareti di roccia dolomitica, camminando su fondo non sempre agevole, ripercorrendo i sentieri dei nostri antenati, fino ad arrivare  sotto all’altissimo ponte costruito negli anni ’90. Ora salire sulla sinistra per strada sterrata fino a raggiungere contrada Lazzaretti di Foza e per strada provinciale asfaltata, superare il ponte, e dopo aver dato un ultimo sguardo agli strati geologici della dolomitica Valgadena, ritornare a Stoner.

 

RIPARO DALMèRI, PRIA DELLA MESSA E BUSA DEI BRIGANTI

 

Il Riparo Dalmèri è un sito archeologico preistorico di rilevante importanza, oggetto da circa 20 anni di scavi da parte del Museo Tridentino di Scienze Naturali. Il sito, per la ricchezza e la buona conservazione dei ritrovamenti, ha consentito di comprendere le abitudini, le attività e le modalità di sfruttamento del territorio montano da parte di uomini preistorici (epigravettiani) che vivevano nella zona circa 13.000 anni fa.

 

Raggiunta in auto prima la Piana di Marcesina e poi il Rifugio Barricata (possibilità di parcheggio), scendere a piedi per la strada asfaltata che porta a Selva di Grigno. Dopo un paio di chilometri sul pascolo a sinistra è possibile visitare la Pria della Messa, una grande pietra con delle incisioni legate alle vicende confinarie tra Enego e Grigno. Poco più avanti, sempre sulla sinistra, si stacca una strada sterrata in discesa che porta, prima ai Busi dei Briganti, delle profonde cavità frequentate nel tempo dall’uomo, dove sono visibili numerose incisioni e scritte a partire dal ‘700, e poi al Riparo Dalmèri. Per la stessa via di andata ritornare in località Barricata.

 

DA FRIZZON ALLA GROTTA DI ERNESTO

 

La grotta di Ernesto (attualmente chiusa) ha restituito tracce di numerosi insediamenti della fase recente dell’Epigravettiano (cultura del tardo Paleolitico Superiore italiano), datati attorno a 11.000-12.000 anni dal presente. Le ricerche alla Grotta di Ernesto hanno evidenziato una frequentazione episodica della cavità da parte di gruppi umani preistorici testimoniata da un gran numero di ossa di stambecco e di cervo, da piccoli strumenti in selce e da un focolare contenente frammenti di ossa bruciate. Sono stati rinvenuti un esteso livello caratterizzato da resti di tizzoni e numerose ossa appartenenti ad uno stesso esemplare di Orso bruno.

 

Raggiunto Frizzon si prosegue in piano per strada sterrata, oltrepassato il confine regionale, si raggiunge località Stival, da qui, lasciata a destra la deviazione per Grignerebbe-Celesti e poco più avanti quella per Colle dei Meneghini, in salita si raggiunge l’accesso alla grotta di Ernesto. Per il rientro due possibilità: o per la stessa via di salita oppure continuando si può raggiungere Val d’Antenne, Val Brutta, Val Maron e passando per località Tana di nuovo a Frizzon.

Con il patrocinio del Comune di Enego

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