Sentiero della Pietra

Forse il più particolare tra gli itinerari proposti, porta ad esplorare, prima un ambiente selvaggio e inospitale come la Val del Zante, e poi il dolce e soleggiato colle del Bìsele. La Val del Zante, dall'antica parlata cimbra “zant” che significa “sabbia”, venne da sempre usata come cava per l'estrazione di pietre calcaree. E allora durante il cammino sembra ancora di respirare la fatica provata dai poveri lavoratori per guidare in paese le “snìssole” (slitte) cariche di massi estratti a mano dalla roccia. Da queste cave arrivarono anche le pietre usate, prima per la costruzione del duomo, e poi per la costruzione del nuovo campanile nel 1953. Risalita l'angusta forra, si raggiunge località Bìsele, con i resti di un'antica “casàra”. Anche qui l'influenza germanica nel linguaggio non manca, e allora “bis” cioè “prato” e “el”, suffisso diminutivo, quindi “Bìs-el” piccolo prato, praticello.

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